Islam
religione, ma non solo

Per comprendere i popoli che visitiamo nel
corso delle nostre avventure nel Sahara,
è indispensabile saperne un po' di più
su alcune cose in cui essi credono

Islam
religión y mucho más

Para comprender a los pueblos que visitamos
durante nuestras aventuras en el Sahara,
es indispensable saber algo más sobre
algunas de las cosas en las que ellos creen



 
 
 
I pilastri dell’Islam
I cinque pilastri dell'Islam sono le cinque azioni che un musulmano deve compiere per mettere in pratica la sottomissione a Allah, aslama, e conquistare la salvezza.
  Oltre al digiuno, che è il quarto pilastro, il primo è la professione di fede in Allah. Secondo pilastro è la salat, la preghiera canonica, che si recita dopo delle abluzioni di acqua (o sabbia, se necessario) all'alba, a mezzogiorno, a metà pomeriggio, al tramonto e al calare delle tenebre, rivolgendosi verso La Mecca che ospita la Ka'aba, l'edificio cubico dove secondo la tradizione Abramo fondò il culto monoteista e dove è custodita la "pietra nera" già venerata insieme al Dio Allah dai politeismi preislamici. 
  Gli altri due pilastri sono la zakat, elemosina legale o tassa coranica che si dona per "purificazione" e "crescita" (di solito, il 2,5 per cento del patrimonio), e il hajj, il pellegrinaggio alla Mecca al quale si è obbligati almeno una volta nella vita, con la possibilità, se impediti, di farlo per procura.

Il Ramadan
Il Ramadan è il nono mese del calendario lunare islamico, in cui il musulmano pratica il Saum, il digiuno o meglio astinenza, che è uno dei cinque "pilastri" dell'Islam, cioè uno degli atti di aslama, la sottomissione al volere divino.
  Secondo le fonti dell'Islam (il Corano, testo divino rivelato a Maometto dall'arcangelo Gabriele, e la Sunna, i detti e i fatti attribuiti al profeta vissuto nel VII secolo e raccolti dai suoi biografi) Maometto definisce così il Ramadan: «Vengono aperte le porte del Paradiso, e chiuse quelle del Fuoco, e i demoni vengono legati». 
  E ancora: «Chi digiuna si rallegra quando rompe il digiuno, e si rallegrerà del digiuno fatto quando incontrerà il suo Signore». Le prescrizioni dell'astinenza sono date dal Corano nella Sura II, detta della Giovenca, ai versetti 183-185.

Secondo il Corano...
Il Ramadan è sacro anche perché in quel mese, nella "Notte del destino" fu rivelato appunto il libro del Corano, del quale il musulmano, il "sottomesso", dà testimonianza digiunando.
  Dice fra l'altro la Sura della Giovenca: «Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro. Allah sa come ingannavate voi stessi. Ha accettato il vostro pentimento e vi ha perdonati. Frequentatele dunque e cercate quello che Allah vi ha concesso. Mangiate e bevete finché, all'alba, possiate distinguere il filo bianco dal filo nero; quindi digiunate fino a sera. Ma non  frequentatele se siete in ritiro nelle moschee. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate!»

Il credente deve...
Dall'alba fino al crepuscolo il buon musulmano non può mangiare, bere, prendere medicine per qualsiasi via (iniezioni, inalazioni, eccetera), avere rapporti sessuali, aspirare o inalare odori o profumi e pertanto non può neppure fumare.
  Tutti i cinque sensi devono essere mortificati per atto di padronanza di se stessi e quale gesto di obbedienza ad Allah: non si può dare al corpo né nutrimento né piacere. Di notte, invece, si può. In genere, durante il mese si svolgono feste e riunioni serali fra parenti e amici. E' molto frequente l'a consuetudine di condividere il cibo con le famiglie povere del vicinato.

Una giornata durante il Ramadan
Ci si sveglia che è ancora buio. L'astinenza deve iniziare un quarto d'ora prima della normale chiamata (o preghiera) dell'alba. Prima, bisogna fare due cose: mangiare per poter affrontare le ore del digiuno (la tradizione suggerisce dei datteri) e pronunciare una dichiarazione d'intenti, che precede anche tutte le cinque chiamate o preghiere della normale giornata del musulmano.
  Al tramonto, se si è in un Paese islamico, l'astinenza viene interrotta dall'annuncio del muezzin. A Gerusalemme, l'iftar, l'interruzione, è annunciata dallo sparo di un vecchio cannone inglese. A quel punto, si usa mangiare di nuovo dei datteri e bere acqua, ma non prima di un'altra breve preghiera.
  Nella notte, il fedele è libero da ogni astinenza. In genere, dopo la preghiera della sera si usa aggiungere una taraweeh. Si tratta di una speciale preghiera notturna piuttosto lunga che secondo la Sunna deve essere di almeno otto, massimo 20 rak'at. Il rak'at è un ciclo di parole e movimenti prefissati che si compie in numero variabile durante ogni tipo di preghiera.

Il lavoro
Nei Paesi arabi o comunque a prevalenza musulmana, in molti tendono per quanto possibile a cambiare gli orari delle loro attività. I negozi, per esempio, aprono e chiudono sfruttando la sera più che il giorno.
  Nei Paesi dove i musulmani sono immigrati, dato che il digiuno indebolisce, ci sono aziende che durante il Ramadan modificano i turni di lavoro in modo da favorire i dipendenti islamici e farli essere sempre liberi prima del crepuscolo, perché possano mangiare subito. In più, c'è chi ha previsto all'interno della fabbrica spazi per le cinque normali preghiere che segnano la giornata del fedele.

L’alimentazione notturna
La sera il digiuno viene "rotto" con i datteri. Poi si consuma del brodo o della minestra. Nei paesi del Maghreb (Marocco, Algeria e Tunisia) si usa mangiare la harira, chiamata anche zuppa del Ramadan. La zuppa è a base di
grano o legumi, farina di frumento, montone o pollo, succo di limone, brodo, pomodori e vari odori e spezie fra cui coriandolo, zafferano, cannella, pepe, prezzemolo. Si serve con cipolline. Di solito seguono le skebbakia, dolci di pasta farcita di sesamo, fritta e poi imbevuta nel miele caldo.
  I musulmani sono in ogni caso tenuti a non bere alcolici e non mangiare animali morti per qualsiasi causa prima della macellazione, né sangue e derivati, carne di maiale, cane, rana, formica, bestie feroci, asini e muli domestici.

Chi si può astenere
No, ci sono parecchie eccezioni. Nella vita, si inizia a partecipare all'astinenza con la pubertà. Fra gli adulti, poi, sono dispensati i malati, coloro che sono in viaggio, gli anziani che potrebbero correre rischi per la loro salute, i malati di mente.
  Le donne sono esentate se in gravidanza o in fase di allattamento. E' invece esplicitamente proibito fare astinenza durante il ciclo mestruale (per un massimo di 10 giorni) e durante il puerperio (per un massimo di 40 giorni).
Uomini e donne, una volta ritrovata la salute o arrivati a destinazione, devono recuperare il mese o i giorni perduti.

Se si rompe il digiuno
Il Ramadan è mese di carità, quindi se si interrompe l'astinenza, ci si può riscattare offrendo un pasto a dei  musulmani bisognosi o donando l'equivalente in denaro. Ma si può anche scegliere di fare un'astinenza compensatoria, che dura 60 giorni.

L’inizio del Ramadan
I politeismi arabi preislamici, invece della femminile dea Sole, adoravano "il" Luna e la stella di Venere, guida nelle trasmigrazioni dei pastori, anch'essa mascolinizzata. Il Corano ha poi abolito l'anno bisestile, che riequilibra la differenza fra calendario solare e lunare, e ha scelto di seguire l'anno lunare, il quale conta 354 giorni invece di 365: 11 di meno.
  Il Ramadan è il nono mese dell'anno islamico e essendo un mese lunare, rispetto al calendario solare si sposta ogni anno, compiendo il "ciclo" una volta ogni 33 anni. La falce della luna e la stella di Venere spiccano sulle bandiere degli Stati islamici.
  Dice riguardo l'anno bisestile la Sura del Pentimento o della Disapprovazione: «In verità il mese intercalare non è altro che un sovrappiù di miscredenza, a causa del quale si traviano i miscredenti: un anno lo dichiarano profano e
un altro lo consacrano per alterare il numero dei mesi resi sacri da Allah. Così facendo profanano quello che Allah ha reso sacro. Le peggiori azioni sono state rese belle ai loro occhi, ma Allah non guida il popolo dei miscredenti».

Si calcola così
Si ritiene che il nuovo mese sia iniziato quando, dopo il tramonto del sole del ventinovesimo giorno, sorge in cielo la luna nuova. Altrimenti, il mese continua finché è "pieno", vale a dire di trenta giorni. 
  Secondo alcune scuole di diritto islamico, il sorgere della luna nuova (che all'inizio non è visibile) non deve essere fissato per calcolo ma constatato a occhio nudo da testimoni che riferiscano al qadi, il giudice islamico, di avere visto la prima sottile falce illuminata. Di conseguenza, il Ramadan inizia a volte anche con uno o due giorni di differenza a seconda che ci si trovi nei Paesi arabi, in Oriente o in Occidente. Ma quando un Paese annuncia di avere visto la luna, in genere gli altri, nell'arco delle 24 ore, considerano iniziato il Ramadan. Lo stesso vale per la fine del mese.

Giorni speciali
C'è Laylat al-qadr, la Notte del destino. Cade nel ventiseiesimo giorno del Ramadan o meglio nella sua notte, che è dispari, e commemora la notte in cui l'arcangelo Gabriele ispirò a Maometto i primi versetti del Corano. I musulmani credono che durante quella notte le porte del cielo siano più dischiuse.
  C'è poi la celebrazione della fine del mese e dell'astinenza, la festa di Eid al-Fitr, o festa della rottura, che dura tre giorni e inizia quando spunta la luna nuova del decimo mese, Shawwal
  L'Eid al-Fitr è la prima delle due feste solenni dell'Islam. Si celebra all'aperto e tutti i musulmani sono tenuti a partecipare. Ciascuno deve anche versare una somma di denaro alla comunità.

Il digiuno negli altri mesi
Digiunare e astenersi è sempre meritorio, secondo il Corano, perché Allah dà sempre al fedele modo di rallegrarsi per averlo fatto. Dunque, chi digiuna per un periodo più lungo di quello prescritto sa che «fa una cosa buona per sè stesso».
  La pratica è usata anche come penitenza per aver compiuto azioni contrarie al Corano. E' poi particolarmente consigliata per qualche giorno al mese nei due mesi precedenti il Ramadan e nei sei giorni dopo la festa della rottura dell'astinenza.
  E' invece vietato digiunare e astenersi il venerdì e nei giorni di festa.

Altri obblighi durante il Ramadan
In realtà, l'astinenza non ha alcun valore se non è accompagnata da una serie di gesti rituali da compiere e cattive azioni da evitare, come litigare, rimproverare, calunniare gli altri, mentire, concepire desideri che contravvengano ai precetti del Corano.
  Le opere buone, durante il mese di Ramadan, vengono considerate doppiamente meritorie. E secondo il Corano, durante il Ramadan non si devono uccidere né esseri umani né animali. Il precetto è stato trasgredito più volte dagli
estremisti islamici, che hanno anzi trasformato il periodo del Ramadan in un appuntamento con la vendetta e la morte.
  In ogni caso, riguardo ai quattro mesi sacri per l'islamismo, fra i quali c'è il Ramadan, il Corano dice anche: «In questi mesi non opprimete voi stessi, ma combattete tutti assieme i politeisti come essi vi combattono tutti assieme. Sappiate che Allah è con coloro che [Lo] temono».

Il significato spirituale del mese
Il Ramadan è anche detto mese del "ricordo di Allah". E' il mese della rivelazione, nel quale, tramite l'esercizio di controllo sui propri desideri fisici, il fedele tende a concentrare ogni sforzo nell'arricchire la propria spiritualità, rafforzare la pratica dell'Islam, migliorare la condotta morale, intensificare la diffusione della parola di Allah. E' il mese del colloquio con sé stessi, dei bilanci e dei programmi.
  L'astinenza viene raccomandata al musulmano perché insegna l'amore sincero per Dio e dunque per gli esseri umani, dà speranza, insegna l'autocontrollo, la pazienza, il trascendere da sé, la disciplina, l'igiene, lo spirito di appartenenza.
 
 
 
 
 

Los pilares del Islam
Los cinco pilares del Islam son los cinco actos que un musulmán ha de cumplir para poner en práctica la sumisión a Allah, aslama, y conquistar la salvación.
   Además del ayuno, que es el cuarto pilar, el primero es la profesión de fe en Allah. Segundo pilar es la salat, la oración canónica, que se recita después de la abluciones con agua ( o arena, si es necesario) al amanecer, a mediodía, por la tarde, a la puesta de sol y al caer la noche, mirando hacia la Meca que alberga la Ka'aba, edificio cúbico donde, según la tradición, Abraham fundó el culto monoteísta. Allí se custodia la "piedra negra", que ya veneraban, junto al Dios Allah, los politeísmos preislámicos. Los otros pilares son: la zakat, limosna legal o impuesto coránico que se da para "purificación" y "crecimiento" (suele ser el 2,5 por ciento del patrimonio), y el hajj, peregrinación a la Meca que es obligatorio hacer al menos una vez en la vida, con la posibilidad, en caso de impedimento físico, de hacerlo por poderes.

El Ramadán
El Ramadán es el noveno mes del calendario lunar islámico, durante el cual el musulmán practica el Saum, ayuno, o mejor abstinencia, uno de los cinco pilares del Islam, uno de los actos de aslama, la sumisión a la voluntad divina.
  Según las fuentes del Islam (El Corán, texto divino revelado a Mahoma por el arcángel Gabriel, y la Sunna, dichos y hechos atribuidos al profeta que vivió en el s.VII y que han sido recopilados por sus biógrafos), Mahoma define así el Ramadán: "Son abiertas las puertas del Paraíso, y cerradas las del Fuego, y los demonios son atados"
Y aún: "Quien ayuna se alegra cuando rompe el ayuno, y se alegrará del ayuno hecho cuando encuentre a su Señor." Las prescripciones para la abstinencia se dan en el Corán, en la Sura II, llamada de la Giovenca, versículos 183-185.

Según el Corán....
El Ramadán es sagrado también porque en ese mes, en la "Noche del destino", fue revelado  el libro del Corán, del cual el musulmán, el "sometido", da testimonio ayunando.
  La Sura de la Giovenca dice, entre otras cosas: "En las noches de ayuno os ha sido permitido acostaros con vuestras mujeres; ellas son un vestido para vosotros y vosotros sois un vestido para ellas. Allah sabe cómo os engañábais a vosotros mismos. Ha aceptado vuestro arrepentimiento y os ha perdonado. Frecuentadlas pues y buscad lo que Allah os ha concedido. Comed y bebed de forma que, al alba, podáis distinguir el hilo blanco del hilo negro; por lo tanto, ayunad hasta la noche. Pero no las frecuentéis si os encontráis de retiro en las mezquitas. He aquí los límites de Allah ¡No los violéis!"

El creyente debe...
Desde el alba hasta el crepúsculo, el buen musulmán no puede comer, beber, tomar medicinas por cualquier via (inyecciones, inhalaciones, etcétera), tener relaciones sexuales, aspirar o inhalar aromas o perfumes y, por tanto, tampoco fumar.
  Los cinco sentidos deben ser mortificados por un acto de dominio de sí mismos y como gesto de obediencia a Allah: no se le puede dar al cuerpo, ni alimento, ni placer. De noche, en cambio, se puede.  En general, a lo largo del mes se llevan a cabo reuniones vespertinas entre parientes y amigos. Es frecuente la costumbre de compartir la comida con las familias pobres del vecindario.

Una jornada durante el Ramadán
Nos despertamos cuando aún está oscuro. La abstinencia tiene que empezar un cuarto de ora antes de la llamada (u oración) normal del amanecer. Antes hay que hacer dos cosas: comer para poder afrontar las horas de ayuno (la tradición sugiere unos dátiles) y pronunciar una declaración de intenciones, que precede también a las cinco llamadas u oraciones de la jornada normal del musulmán.
   A la puesta de sol, si se está en un País islámico, con el anuncio del muecín se interrumpe la abstinencia. En Jerusalén, el iftar -interrupción- se anuncia mediante el disparo de un cañón inglés. En ese momento, se suele comer de nuevo dátiles y beber agua, pero sólo después de otra breve oración.
  Por la noche, el fiel es liberado de cualquier abstinencia. En general, después de la oración de la tarde, es costumbre añadir una taraweeh. Se trata de una oración nocturna especial, muy larga, que, según la Sunna debe ser de por lo menos ocho, máximo 20, rak'at. El rak'at es un ciclo de palabras y movimientos preestablecidos, que se cumple en número variable durante cualquier tipo de oración. 

El trabajo
En los países árabes, o en los de mayoría musulmana, muchos tienden, en la medida de lo posible, a cambiar los horarios de sus actividades. Las tiendas, por ejemplo, abren y cierran aprovechando más la noche que el día.
  En los países donde los musulmanes son inmigrantes, dado que el ayuno debilita, hay empresas que, durante el Ramadán modifican los turnos de trabajo, con el fin de favorecer a los empleados islámicos y dejarles libres antes del crepúsculo, a fin de que puedan comer en seguida. Además, hay quien ha previsto en la fábrica espacios para las cinco oraciones que marcan la jornada del fiel.

La alimentación nocturna
De noche, el ayuno se "rompe" con dátiles. Después se toma caldo o menestra. En el Maghreb (Marruecos, Argelia y Túnez), es costumbre comer la harira, llamada la sopa del Ramadán. Es una sopa a base de cereales o legumbres, harina de trigo, carnero o pollo, zumo de limón, caldo, tomates y varios aromas y especias, entre las cuales cilantro, azafrán, canela, pimienta, perejil. Se sirve con cebollitas. Habitualmente siguen las skebbakia, dulces de pasta rellena de sésamo, frita y empapada en miel caliente.
  Los musulmanes están obligados a no beber alcohol y no comer animales muertos antes de la matanza, ni sangre y sus derivados, ni carne de cerdo, perro, rana, hormiga, bestias feroces, asnos y mulos domésticos.

Quién puede abstenerse
No, hay varias excepciones. En la vida, se empieza a participar en la abstinencia con la pubertad. Además, entre los adultos están dispensados los enfermos, el que está de viaje, los ancianos que puedan correr riegos por su salud y los enfermos mentales.
  Las mujeres están dispensadas durante el embarazo o la lactancia. En cambio, se prohíbe explícitamente  practicar la abstinencia durante el ciclo menstrual (por un máximo de 10 días) y durante el puerperio (máximo 40 días).
  Hombres y mujeres, recuperada la salud o llegados a su destino, tienen que recuperar el mes o los días perdidos.

Si se rompe el ayuno
El Ramadán es el mes de caridad,  por lo que, si se interrumpe la abstinencia, podemos redimirnos ofreciendo una comida a musulmanes necesitados o donando el equivalente en dinero. Pero también se puede optar por llevar a cabo una abstinencia compensatoria de 60 días.

El inicio del Ramadán
Los politeísmos árabes preislámicos, en lugar  de la femenina diosa "Sol", adoraban "al" Luna y a la estrella Venus, guía en la trashumancia de los pastores y también ella masculinizada. El Corán ha abolido, además, el año bisiesto que reajusta la diferencia entre el calendario solar y el lunar y ha elegido seguir el año lunar, que cuenta con 354 días, en lugar de 365: 11 menos.
  El Ramadán es el noveno mes del año islámico y, siendo un mes lunar, cada año se desplaza respecto al calendario solar, cumpliendo el "ciclo" una vez cada 33 años. La hoz de la luna y la estrella Venus destacan en las banderas de los Estados islámicos.
  La Sura del Arrepentimiento y de la Reprobación dice del año bisiesto: "En verdad el mes inserto no es otra cosa que un exceso de incredulidad, a causa del cual se pervierten los incrédulos: declaran un año profano y consagran otro para alterar el número de meses santificados por Allah. Haciendo así, profanan lo que Allah ha declarado sagrado. Las peores acciones se han convertido en bellas a sus ojos, pero Allah no guía al pueblo de los incrédulos. 

Se calcula así
Se considera que el nuevo mes ha empezado cuando, después de la puesta de sol del vigésimo noveno día, surge en el cielo la luna nueva. Si no es así, el mes continua hasta que está "lleno", es decir, de treinta días.
  Según algunas escuelas de derecho islámico, el surgimiento de la luna nueva (que al principio no es visible) no debe ser establecido por cálculo, sino que debe ser constatado a simple vista por testigos que refieran al qadi, juez islámico, que han visto la primera sutil hoz iluminada. En consecuencia, el Ramadán a veces empieza con uno o dos días de diferencia, incluso, según nos encontremos en los Países árabes, en Oriente o en Occidente. Pero cuando un País anuncia que ha visto la luna, generalmente los otros, en el arco de las 24 horas, consideran iniciado el Ramadán. Lo mismo vale para el final del mes.

Días especiales
Está Laylat al-qadr, la Noche del destino. Cae en el vigésimo sexto día del Ramadán, o, más bien, en su noche, que es impar y conmemora la noche en que el arcángel Gabriel inspiró a Mahoma los primeros versículos del Corán. Los musulmanes creen que, durante esa noche, las puertas del cielo estarán más abiertas.
  Después está la celebración del final del mes y de la abstinencia, la fiesta de Eid al-Fitr, o fiesta la la ruptura, que dura tres días y empieza cuando sale la luna nueva del décimo mes, Shawwal.
  La Eid al Fitr es la primera de las dos fiestas solemnes del Islam. Se celebra al aire libre  todos los musulmanes están llamados a participar. Cada uno tiene que entregar una suma de dinero a la comunidad.

El ayuno en los otros meses
Ayunar y abstenerse es siempre meritorio, según el Corán, porque Allah siempre concede al fiel la forma de alegrarse por haberlo hecho.
Así pues, quien ayuna por un periodo más largo del prescrito, sabe que "hace algo bueno para sí mismo".
  La práctica es usual, también, como penitencia por haber realizado actos contrarios al Corán. Es, además, muy aconsejada para cualquier día al mes, dentro de los dos meses precedentes al Ramadán y en los seis días posteriores a la fiesta de la ruptura de la abstinencia.
Se prohíbe ayunar o abstenerse los viernes y los días festivos.

Otras obligaciones durante el Ramadán
En realidad, la abstinencia no tiene valor si no va acompañada de una serie de gestos rituales que hay que cumplir y de malas acciones que hay que evitar, como pelear, regañar, calumniar a los demás, mentir, concebir deseos que contravengan los preceptos del Corán.
  Las obras buenas, durante el Ramadán, se consideran doblemente meritorias. Y, según el Corán, durante el Ramadán, no se debe matar, ni seres humanos, ni animales. El precepto ha sido transgredido muchas veces  por los extremistas islámicos, que incluso han transformado el mes del Ramadán en una cita con la venganza y la muerte.
  En cualquier caso, respecto a los cuatro meses sagrados del Islam, entre los cuales está en Ramadán, el Corán dice: "En estos meses no os oprimáis a vosotros mismos, sino combatid juntos a los politeístas como ellos os combaten a todos. Sabed que Allah está con los que [Le] temen."

El significado espiritual del mes
El Ramadán es llamado, también, mes del "recuerdo de Allah". Es el mes de la revelación, en el que, mediante el ejercicio de control sobre los propios deseos físicos, el fiel tiende a concentrar cada esfuerzo en el enriquecimiento de la propia espiritualidad, reforzar la práctica del Islam, mejorar la conducta moral, intensificar la difusión de la palabra de Allah. Es el mes del coloquio consigo mismo, de los balances y de los programas. 
  La abstinencia está recomendada al musulmán porque enseña el amor sincero hacia Dios y, por tanto, a los seres humanos, da esperanza, enseña autocontrol, paciencia, a transcender más allá de uno mismo, higiene y espíritu de adhesión.


 
 

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